iBeacon e marketing di prossimità, cosa sono e come si usano davvero

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Sei confuso da termini come iBeacon e geofencing? In rete hai letto che ti basta mettere due chip iBeacon e magicamente sugli smartphone dei tuoi potenziali clienti arriveranno offerte e promozioni? Bene sappi che non funziona così e che hai letto materiale scritto da chi non ci ha capito molto di questa interessante tecnologia. Poiché mi arrivano richieste molto frequenti in merito ho scritto un articolo volto a rendere chiaro il funzionamento di tale tecnologia. Tu l'hai mai usata? Vuoi lasciarmi un feedback sull'esperienza avuta?
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Sommario dell'articolo

Richiesta tipica in merito ad iBeacon sul marketing di prossimità

Richieste di questo tipo mi arrivano con una certa frequenza per cui forse meglio illustrare come funziona, in termini esclusivamente non tecnici, la tecnologia iBeacon.

Cosa si legge in rete

Innanzi tutti se in rete hai letto che basta avere un chip di questo tipo per inviare promozioni, volantini o, in genere, informazioni, purtroppo mi duole dirti che hai letto qualcosa scritta da qualcuno che non ha la minima idea di come funzioni l’iBeacon!

Come funziona realmente iBeacon

I chip iBeacon ed i beacon in genere inviano una minuscola parte di informazione, pari ad una stringa numerica o alfanumerica (dipende da che tipo di beacon stiamo realmente utilizzando) composta da pochi elementi e questa è l’unica informazione che davvero viene diffusa dai chip.

La tecnologia iBeacon si basa sul concetto di geofencing, ovvero un perimetro virtuale associato ad un’area geografica del mondo il quale può essere generato dinamicamente, ad esempio attraverso l’uso di un beacon oppure definito da un insieme di confini prestabiliti.

Quindi il geofencing può usare sia il classico GPS (all’esterno degli edifici) sia i chip iBeacon (all’interno degli edifici).

Cosa centra il geofencing con l’iBeacon?

Semplicemente l’iBeacon, come dice la parola stessa, alla stregua di un faro emette un segnale con il codice identificativo di cui ti ho parlato sopra, se questo codice viene recepito da un dispositivo che ha gli strumenti giusti per interpretare quel codice allora è possibile far fare qualcosa al telefono. Ad esempio mostrare un messaggio o uno specifico contenuto.

Quindi…si, ti serve un’app capace di interagire con i chip iBeacon, altrimenti non serve a nulla, è solo un inutile pezzo di plastica e metallo. In tal caso parliamo di un’app che monitora determinate zone.

Inoltre giusto per aggiungere ulteriore carne al fuoco, ogni zona può avere senza problemi più beacon però il numero di zone che ogni smartphone può monitorare è limitato dal sistema operativo; in genere parliamo di una ventina di zone in tutto.

Un esempio su come funziona il geofencing

Ok, ho l’esempio giusto, immagina un recinto all’interno del quale le persone possono entrare ed uscire come gli pare. Hai visualizzato le persone che entrano ed escono dal recinto? Benissimo! Ora immagina che ad ogni ingresso o uscita da questo recinto arrivi loro una notifica che mostri uno specifico messaggio. Ecco qui spiegato il geofencing.

Hai dubbi o altro? Contattami, scrivi nei commenti o altro, ti risponderò in tempi brevissimi.

Riepilogando:

➡ l’iBeacon non trasmette informazioni

➡ serve un’app che monitori le diverse zone

➡ il geofencing permette di innescare delle azioni sullo smartphone dell’utente, attraverso l’app

Bene, spero di aver portato un po’ di chiarezza.

Per qualsiasi dubbi o altro, ci siamo!

Vuoi un esempio di dove abbiamo utilizzato con successo la tecnologia iBeacon? Eccolo qui: https://www.rhubbit.it/contini-art-uk-beacon/

Buon divertimento!

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